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PITTORI: Gregorio Vasquez

Agostino vescovo

Agostino vescovo

 

 

 

 

 

GREGORIO VASQUEZ DE ARCE Y CEBALLOS

1657-1690

Pamplona, Museo Arcidiocesano di Arte religiosa

 

Agostino vescovo

 

 

 

La tela, dipinta a olio, raffigura sant'Agostino nella sua dignità episcopale. In testa tuttavia non porta la mitra. Regge invece un sottile e grazioso bastone pastorale con la mano destra. Sul petto si nota una croce appesa a una collana. Alle spalle del santo si osserva un semplice paesaggio con modesti monti e un cielo tranquillo.

Il santo ha un aspetto di uomo maturo con una folta barba nera che gli copre le guance e il mento. Il suo volto è ben raffigurato e proporzionato con lo sguardo fisso verso un punto al di là del quadro.

L'opera è conservata presso il Museo Arcidiocesano di Arte Religiosa di Pamplona in Colombia. La raccolta museale ha ha la finalità di promuovere la cultura religiosa locale, attraverso la ricerca, la comunicazione e la conservazione del patrimonio artistico e religioso di Pamplona e della sua provincia.

 

 

 

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos, noto anche come Gregorio Vázquez de Arce, nacque a Santa Fe de Bogotá nel 1638 e fu il più importante pittore del Nuovo Regno di Granada. Fu attivo in un periodo dominato dallo stile barocco ispanoamericano. La maggior parte dei suoi dipinti propongono soggetti religiosi, con scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, assieme a santi e scene del Nuovo Testamento. Gregorio Vásquez crebbe a Santa Fe, dove i suoi genitori Bartolomé Vásquez e María de Ceballos discendevano da famiglie di origine andalusa. I suoi antenati erano emigrati da Siviglia nel Cinquecento. Gran parte della vita di questo pittore è sconosciuta. Si sa che studiò presso il Collegio Seminario gesuita di San Bartolomé e in seguito presso il Collegio domenicano Gaspar Núñez. Il suo biografo afferma che imparò a dipingere nella bottega di Gaspar de Figueroa. Dal suo matrimonio con Jerónima Bernal ebbe un figlio che battezzò Bartolomé Luis. Nel 1701 fu arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nel rapimento di María Teresa de Orgaz, l'amante di Bernardino Ángel de Isunza y Eguiluz, giudice della Reale Audiencia, tenuta prigioniera nel Convento di Santa Clara per ordine dell'Arcivescovo di Santafé. Uscito di prigione cadde in estrema povertà. Si tramanda che nel 1710 impazzì completamente e non fu più in grado di dipingere. Morì nel 1711 a Santa Fe de Bogotá e nel 1863 fu posta una targa commemorativa sulla casa natale con la scritta: "In questa casa visse e morì Gregorio Vásquez Ceballos. Bogotá, la sua terra natale, è onorata rendendogli questo omaggio. 23 aprile 1863."