Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Gregorio Vasquez

PITTORI: Gregorio Vasquez

Estasi di Agostino

Estasi di Agostino

 

 

GREGORIO VASQUEZ DE ARCE Y CEBALLOS

1657-1670

Bogotà, Cattedrale dell'Immacolata Concezione e san Pietro

 

Estasi di Agostino

 

 

 

La tela mostra Agostino in estasi accompagnato da due angeli, di cui uno con la mano destra invita lo spettatore a guardare verso l'alto. Lo sfondo della scena è un panorama generico, che fa semplicemente da contorno alla scena principale, che vede protagonista Agostino. la scena non è nuova nella iconografia agostiniana: quella di Vasquez sembra essere debitrice nella sua impostazione ad opere analoghe ben più complesse di Van Dick.

Lo sguardo di Agostino è rivolto verso l'alto ed esprime una implorazione e un affidamento totale, come appare dalla disposizione delle mani. Il santo indossa il piviale episcopale, ma subito sotto si nota agevolmente la presenza della tunica nera dei monaci agostiniani, un particolare sempre sostenuto dall'ordine agostiniano, che in tal poteva affermare che Agostino era stato il vero fondatore dell'ordine stesso.

In basso a destra, ai piedi di Agostino, in segno di umiltà è stata deposta la mitra.

 

D. Augustinus in intentissimo Dei amore positus ter a Domino interrogatur: 'Augustine amas me ? ' Cum ille: ita amo Te, ut si ego Deus forem, vellem ego fieri. Il dialogo è tratto da Giovanni XXI e ricorda l'interrogatorio di Pietro.

Si legge anche che un uomo di molta pietà in un'estasi vide tutti i santi, ma per quanto cercasse, non riusciva a vedervi S. Agostino. Ne domandò la ragione ed il santo cui si era rivolto gli disse: - Agostino è nel più alto dei cieli e contempla la Santissima Trinità.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea, 9

 

 

 

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos, noto anche come Gregorio Vázquez de Arce, nacque a Santa Fe de Bogotá nel 1638 e fu il più importante pittore del Nuovo Regno di Granada. Fu attivo in un periodo dominato dallo stile barocco ispanoamericano. La maggior parte dei suoi dipinti propongono soggetti religiosi, con scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, assieme a santi e scene del Nuovo Testamento. Gregorio Vásquez crebbe a Santa Fe, dove i suoi genitori Bartolomé Vásquez e María de Ceballos discendevano da famiglie di origine andalusa. I suoi antenati erano emigrati da Siviglia nel Cinquecento. Gran parte della vita di questo pittore è sconosciuta. Si sa che studiò presso il Collegio Seminario gesuita di San Bartolomé e in seguito presso il Collegio domenicano Gaspar Núñez. Il suo biografo afferma che imparò a dipingere nella bottega di Gaspar de Figueroa. Dal suo matrimonio con Jerónima Bernal ebbe un figlio che battezzò Bartolomé Luis. Nel 1701 fu arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nel rapimento di María Teresa de Orgaz, l'amante di Bernardino Ángel de Isunza y Eguiluz, giudice della Reale Audiencia, tenuta prigioniera nel Convento di Santa Clara per ordine dell'Arcivescovo di Santafé. Uscito di prigione cadde in estrema povertà. Si tramanda che nel 1710 impazzì completamente e non fu più in grado di dipingere. Morì nel 1711 a Santa Fe de Bogotá e nel 1863 fu posta una targa commemorativa sulla casa natale con la scritta: "In questa casa visse e morì Gregorio Vásquez Ceballos. Bogotá, la sua terra natale, è onorata rendendogli questo omaggio. 23 aprile 1863."