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PITTORI: Gregorio Vasquez

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

GREGORIO VASQUEZ DE ARCE Y CEBALLOS

1680-1690

Bogotà, Museo coloniale

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

Vasquez ha qui dipinto la figura di Agostino nella sua dignità episcopale. Il santo è ritto in piedi e appoggia la mano destra su un libro che è ben saldo sul piano di una scrivania. Il santo porta in testa una elegante e ben ricamata mitra, mentre con la mano sinistra tiene fra le dita un sottile e lungo bastone pastorale. Indossa un ricco piviale con le immagini di santi, che è aperto sul davanti mettendo in piena evidenza la tunica nera dei monaci agostiniani, che da sempre lo vogliono loro fondatore. Una luce, che si staglia nettamente dal grigiore dello sfondo, gli avvolge il capo quasi fosse una specie di nimbo.

Il suo volto ci dona un Agostino ormai uomo maturo, con una folta barba nerastra e uno sguardo forte, che precede in una direzione che è oltre l'orizzonte del quadro.

 

 

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos

Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos, noto anche come Gregorio Vázquez de Arce, nacque a Santa Fe de Bogotá nel 1638 e fu il più importante pittore del Nuovo Regno di Granada. Fu attivo in un periodo dominato dallo stile barocco ispanoamericano. La maggior parte dei suoi dipinti propongono soggetti religiosi, con scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, assieme a santi e scene del Nuovo Testamento. Gregorio Vásquez crebbe a Santa Fe, dove i suoi genitori Bartolomé Vásquez e María de Ceballos discendevano da famiglie di origine andalusa. I suoi antenati erano emigrati da Siviglia nel Cinquecento. Gran parte della vita di questo pittore è sconosciuta. Si sa che studiò presso il Collegio Seminario gesuita di San Bartolomé e in seguito presso il Collegio domenicano Gaspar Núñez. Il suo biografo afferma che imparò a dipingere nella bottega di Gaspar de Figueroa. Dal suo matrimonio con Jerónima Bernal ebbe un figlio che battezzò Bartolomé Luis. Nel 1701 fu arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nel rapimento di María Teresa de Orgaz, l'amante di Bernardino Ángel de Isunza y Eguiluz, giudice della Reale Audiencia, tenuta prigioniera nel Convento di Santa Clara per ordine dell'Arcivescovo di Santafé. Uscito di prigione cadde in estrema povertà. Si tramanda che nel 1710 impazzì completamente e non fu più in grado di dipingere. Morì nel 1711 a Santa Fe de Bogotá e nel 1863 fu posta una targa commemorativa sulla casa natale con la scritta: "In questa casa visse e morì Gregorio Vásquez Ceballos. Bogotá, la sua terra natale, è onorata rendendogli questo omaggio. 23 aprile 1863."