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PITTORI: JÓnos Hajnal

Alipio con sant'Agostino

Alipio con sant'Agostino

 

 

JANOS HAJNAL

1993

Roma, Curia Generalizia Domenicani

 

Alipio con sant'Agostino

 

 

 

 

JÓnos Hajnal Ŕ un maestro d'arte contemporaneo nato a Budapest, ma residente dal 1948 a Roma. Dal 1958 Ŕ cittadino italiano. Il suo interessamento ad Agostino e ad altri santi agostiniani risale al 1991 quando il Postulatore generale dell'Ordine Fernando Rojo Martinez lo contatt˛ tra gli artisti familiari alla galleria d'Arte "L'Agostiniana" presso il convento di S. Maria del Popolo a Roma. Molto personale nello stile, Hajnal ha saputo effondere poesia negli episodi agiografici grazie ad una suggestiva e forte tonalitÓ dei colori. In quest'opera l'autore pone di fronte l'uno all'altro le figure di Agostino e Alipio, i due grandi amici che trascorsero anni fondamentali a Milano e a Cassiciaco, quando entrambi ricevettero il battesimo dal vescovo Ambrogio. Alipio, a sua volta vescovo, divenne santo, come l'amico Agostino.

 

La figura di Alipio Ŕ di grande importanza nella vita di Agostino. Amico di giovent¨, lo accompagna durante il suo viaggio in Italia, prima a Roma, poi a Milano e infine a Cassiciaco. Nelle confessioni si scoprono diversi episodi che parlano di lui. Ma sono soprattutto i Dialoghi, scritti nel 386-387 d. C. a Cassiciaco, l'attuale Cassago Brianza a darci molte informazioni sulla sua personalitÓ. CondividerÓ con Agostino la scelta di una vita monacale e ritornato in Africa seguirÓ Agostino nella sua esperienza cristiana. DiventerÓ vescovo.

Alipio studi˛ diritto a Roma, viaggi˛ in Oriente, dove conobbe s. Girolamo e fu eletto vescovo della sua cittÓ verso il 394, ancor prima che Agostino divenisse vescovo di Ippona. Con Agostino e Possidio partecip˛ ai Concili d' Africa, figurando con loro anche nella famosa riunione avvenuta a Cartagine nel 411 tra cattolici e donatisti, tra i sei prescelti dai 266 vescovi cattolici, per parlare a nome di tutti.

Nel 411 partecip˛ alla Conferenza di Cartagine, e fu tra i sette vescovi cattolici che sostennero le dispute con i donatisti, nel 416 partecip˛ al Concilio di Milevi (Numidia) e nel 418, per incarico di papa Zosimo, si rec˛ a Cesarea di Mauritania per affari ecclesiastici, prendendo parte alla disputa di Agostino con Emerito, vescovo donatista. Per la causa pelagiana si adoper˛ con zelo e venne pi¨ volte in Italia, latore di opere agostiniane al pontefice Bonifacio e al comes Valerio. Si presume che fosse ad Ippona per la morte di Agostino, e che sia morto nello stesso anno 430. I Canonici Regolari e l'Ordine agostiniano ne celebrano la festa, insieme a quella di Possidio, il 16 maggio e il culto di questi due santi, che rappresentano l’ereditÓ monastica di Agostino, fu confermato da Clemente X con il breve Alias a Congregatione il 19 agosto 1672.

 

 

Ascoltami, dunque, o meglio, per mezzo della mia debole persona, ascolta il Signore Dio nostro. Rammenta come ti comportavi quando era ancora viva la prima tua moglie, di santa memoria, e come poco dopo la sua morte sentisti nausea delle vanitÓ mondane e come bramasti di consacrarti al servizio di Dio. Sappiamo, anzi siamo testimoni della conversazione avuta tra noi a Tubune circa i tuoi sentimenti e propositi. Eravamo soli con te io e il fratello Alipio. Non posso credere che gli affari terreni, dai quali sei stato assorbito, abbiano avuta tanta forza da cancellartela completamente dalla memoria.

AGOSTINO, Lettera 220, 3

 

 

 

JÓnos Hajnal

JÓnos Hajnal Ŕ un maestro d'arte contemporaneo nato a Budapest, ma residente dal 1948 a Roma. Dal 1958 Ŕ cittadino italiano. Il suo interessamento ad Agostino e ad altri santi agostiniani risale al 1991 quando il Postulatore generale dell'Ordine Fernando Rojo Martinez lo contatt˛ tra gli artisti familiari alla galleria d'Arte "L'Agostiniana" presso il convento di S. Maria del Popolo a Roma. Molto personale nello stile, Hajnal ha saputo effondere poesia negli episodi agiografici grazie ad una suggestiva e forte tonalitÓ dei colori.