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PITTORI: JÓnos Hajnal

Il sogno di Monica

Il sogno di Monica

 

 

JANOS HAJNAL

1993

Roma, Curia Generalizia Domenicani

 

Il sogno di Monica

 

 

 

 

L'episodio si riferisce a un fatto descritto dallo stesso Agostino in Confessioni 3, 11, 19. Un angelo appare a Monica in ginocchio, affranta e piangente per il destino che vede incombere su Agostino. Ma l'angelo la consola e le predice che tutto cambierÓ e che Agostino si convertirÓ. L'angelo reca nella mano sinistra la cintura, simbolo della devozione mariana degli agostiniani, mentre un raggio di luce che scaturisce dal simbolo dell'ordine agostiniano colpisce al cuore Monica.

La scena Ŕ colma di elementi simbolici, la croce, la cintura, il cuore trafitto e fiammante, la luna, una corona di spine, che richiamano direttamente ai principi evangelici fatti propri da Agostino e dai suoi frati. L'insieme Ŕ particolarmente gradevole per la armonica divisione di colori e luci.

 

11. 19. E tu stendesti la tua mano dall'alto e strappasti l'anima mia a questa nebulosa profonditÓ. Intanto mia madre che credeva in te piangeva per amor mio pi¨ di quanto una madre piangerebbe la morte fisica di suo figlio. Vedeva la mia morte grazie alla fede e allo spirito ricevuto da te, e tu le porgesti ascolto, Signore. L'hai ascoltata e non hai disprezzato i fiumi di lacrime di cui rigava il terreno sotto i suoi occhi in ogni luogo di preghiera: l'hai ascoltata. PerchÚ da dove le venne il sogno con cui l'hai confortata nella decisione di vivere con me e dividere la mensa nella stessa casa? Dopo che inizialmente aveva rifiutato di farlo, non potendo tollerare i miei blasfemi errori. Si vide in piedi sopra un metro di legno, e le veniva incontro un giovane luminoso e lieto e le sorrideva, a lei che era afflitta e anzi sopraffatta dall'afflizione. E questi le chiese le ragioni della sua tristezza e delle sue lacrime quotidiane: pi¨ per darle un consiglio che per sapere, come spesso accade: e lei rispose che piangeva sulla mia rovina. Al che l'altro per tranquillizzarla la esort˛ a guardar bene: non vedeva che dove era lei ero anch'io? Ella allora guard˛ bene e mi vide accanto a sÚ, in piedi sulla stessa asta. Qual era l'origine di questo sogno, se non che il tuo orecchio era sul suo cuore, o bene onnipotente che ti prendi cura di ciascuno di noi come se avessi solo lui da curare, e di tutti come di ciascuno.

 

11. 20. E come si spiega anche questo, che avendomi raccontato il sogno, e tentando io di dedurne che era lei piuttosto ad apprestarsi a divenire quale io ero, e non doveva disperarsene, subito senza un attimo di esitazione "No," replic˛ "perchÚ non mi ha detto: dove Ŕ lui sei anche tu, ma dove sei tu Ŕ anche lui". Ti confesso, Signore, quello che mi riaffiora alla memoria, e non ne ho mai fatto mistero: ancora pi¨ del sogno mi colpý questo tuo responso che mia madre mi diede a mente desta, quando, senza lasciarsi per nulla turbare da un'interpretazione falsa ma plausibile come la mia, vide tanto prontamente quello che era da vedere - e che io certo non avevo visto prima che lei me lo dicesse. Un sogno che con tanto anticipo annunciava a quella religiosa donna, a consolarla dell'angoscia presente, la gioia che tanto pi¨ tardi doveva toccarle. Ben nove anni passarono infatti: e io continuavo a rivoltarmi nel fango di un abisso e nel buio dei pensieri falsi, e spesso tentai di rialzarmi per ricadere pi¨ pesantemente. Intanto lei, che era una di quelle vedove caste, devote e sobrie che tu ami, sempre pronta alle lacrime e ai sospiri anche se ora aveva un po' di sollievo dalla speranza, non tralasciava mai durante le sue preghiere di invocare il tuo aiuto per me, e le sue preghiere giungevano al tuo cospetto: eppure ancora mi lasciavi avvolgere e rivoltare nella nebbia.

AGOSTINO, Confessioni 3, 11, 19-20

 

La madre versava calde lacrime per lui, desiderosa di ricondurlo alla vera fede; una volta, come si legge nel terzo libro delle Confessioni, mentre essa era tanto afflitta, le apparve un giovane che le domand˛ la causa del suo dolore, ed essa, rispose:

- Piango la morte di mio figlio.

Ma l'altro rispose: - Calmati, egli sarÓ dove sarai tu.

In quel mentre il figlio le viene vicino, ed essa gli raccont˛ quello che aveva visto, ma il figlio le disse:

- Ti inganni, mamma, quello che ti Ŕ stato detto non avverrÓ mai.

Ma essa rispose: - No, figlio; mi Ŕ stato detto che tu sarai dove sar˛ io.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea

 

 

JÓnos Hajnal

JÓnos Hajnal Ŕ un maestro d'arte contemporaneo nato a Budapest, ma residente dal 1948 a Roma. Dal 1958 Ŕ cittadino italiano. Il suo interessamento ad Agostino e ad altri santi agostiniani risale al 1991 quando il Postulatore generale dell'Ordine Fernando Rojo Martinez lo contatt˛ tra gli artisti familiari alla galleria d'Arte "L'Agostiniana" presso il convento di S. Maria del Popolo a Roma. Molto personale nello stile, Hajnal ha saputo effondere poesia negli episodi agiografici grazie ad una suggestiva e forte tonalitÓ dei colori.