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PITTORI: Jànos Hajnal

Agostino vescovo e dottore della Chiesa

Agostino vescovo e dottore della Chiesa

 

 

JANOS HAJNAL

1993

Roma, Curia Generalizia Domenicani

 

Agostino vescovo e dottore della Chiesa

 

 

 

 

L'autore ci presenta una originale rilettura di Agostino che privilegia il suo aspetto dottrinario, la sua sterminata produzione letteraria, l'amore per la ricerca e la verità: il suo desiderio straordinario di comprendere il senso e il mistero della Trinità. Agostino è seduto in cattedra: sotto l'abito da vescovo indossa il saio agostiniano. In mano regge un libro aperto con figure geometriche perfette. Con l'altra mano sembra toccare un cerchio, la perfezione, dove un bimbo gli sussurra forse il mistero della Trinità. Ritornano qui numerosi simboli tradizionali della iconografia agostiniana rivisitati con uno spirito artistico nuovo ed originale. 

Il santo viene frequentemente raffigurato nelle sue vesti di vescovo e di Dottore della Chiesa. Spesso Agostino è associato ad altri santi e soprattutto agli altri tre Dottori Gerolamo, Ambrogio e San Gregorio Magno. Con questi ultimi fu praticamente raffigurato in tutte le chiese cristiane d'Occidente sui piloni o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Appare vestito sia da vescovo che da monaco che da canonico; talvolta ha una chiesa in mano, altre volte un libro, una penna o un cuore. Il significato di questo tema iconografico è chiarissimo: Agostino è stato uno dei vescovi che ha maggiormente difeso la Chiesa in tutti i suoi scritti e soprattutto con tutta la sua anima e il suo cuore.

 

8. 1. Ma il beato Valerio, ormai vecchio, che più degli altri esultava e rendeva grazie a Dio per avergli concesso quello speciale beneficio, considerando quale sia l'animo umano, cominciò a temere che Agostino fosse richiesto come vescovo da qualche altra chiesa rimasta priva di pastore, e così gli fosse tolto. E ciò sarebbe già accaduto, se il vescovo, che era venuto a sapere la cosa, non lo avesse fatto trasferire in un luogo nascosto, sì che quelli che lo cercavano non riuscirono a trovarlo.

8. 2. Il santo vecchio, vieppiù timoroso e ben consapevole di essere ormai molto indebolito per le condizioni del corpo e per l'età, scrisse in modo riservato al primate di Africa, il vescovo di Cartagine: faceva presente la debolezza del corpo e il peso degli anni e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, sì da essere non tanto suo successore sulla cattedra bensì vescovo insieme con lui. Di risposta ottenne ciò che desiderava e chiedeva insistentemente.

8. 3. Qualche tempo dopo, essendo venuto Megalio, vescovo di Calama e allora primate della Numidia, per visitare dietro sua richiesta la chiesa d'Ippona, Valerio, senza che alcuno se l'aspettasse, presenta la sua intenzione ai vescovi che allora si trovavano lì per caso, a tutto il clero d'Ippona ed a tutto il popolo. Tutti si rallegrarono per quanto avevano udito e a gran voce e col massimo entusiasmo chiesero che la cosa fosse messa subito in atto: invece il prete Agostino rifiutava di ricevere l'episcopato contro il costume della chiesa, mentre era ancora vivo il suo vescovo.

8. 4. Allora tutti si dettero a persuaderlo, dicendo che quel modo di procedere era d'uso comune e richiamando esempi di chiese africane e d'oltremare a lui che di tutto ciò era all'oscuro: infine, pressato e costretto, Agostino acconsentì e ricevette l'ordinazione alla dignità maggiore.

8. 5. Successivamente egli affermò a voce e scrisse che non avrebbe dovuto essere ordinato mentre era vivo il suo vescovo, perché questo era vietato dalla deliberazione di un concilio ecumenico, che egli aveva appreso soltanto dopo essere stato ordinato: perciò non volle che fosse fatto ad altri ciò che si doleva essere stato fatto a lui.

8. 6. Di conseguenza si adoperò perché da concili episcopali fosse deliberato che coloro che ordinavano dovevano far conoscere a coloro che dovevano essere ordinati o anche erano stati ordinati tutte le deliberazioni episcopali: e così fu fatto.

POSSIDIO, Vita di Agostino, 8, 1-6

 

 

Jànos Hajnal

Jànos Hajnal è un maestro d'arte contemporaneo nato a Budapest, ma residente dal 1948 a Roma. Dal 1958 è cittadino italiano. Il suo interessamento ad Agostino e ad altri santi agostiniani risale al 1991 quando il Postulatore generale dell'Ordine Fernando Rojo Martinez lo contattò tra gli artisti familiari alla galleria d'Arte "L'Agostiniana" presso il convento di S. Maria del Popolo a Roma. Molto personale nello stile, Hajnal ha saputo effondere poesia negli episodi agiografici grazie ad una suggestiva e forte tonalità dei colori.