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PITTORI: Filippo Lippi

Agostino e i Dottori della Chiesa di Filippo Lippi

Agostino e i Dottori della Chiesa (particolare con sant'Ambrogio)

 

 

FRA FILIPPO LIPPI

1437

Torino, Accademia Albertina

 

Agostino e i Dottori della Chiesa

 

 

 

Artista importante per lo sviluppo della pittura fiorentina, anello di congiunzione tra Masaccio e Botticelli, Filippo Lippi esordisce sulla scena artistica all'inizio degli anni trenta. Fra le sue prime opere sono gli affreschi del convento del Carmine, presso il quale il pittore aveva preso i voti alcuni anni prima. Nel 1434 Filippo allarga la propria cultura artistica con un soggiorno a Padova e forse un viaggio nelle Fiandre, al quale possono essere collegare opere come la Madonna di Tarquinia e la pala per la chiesa fiorentina di santo Spirito, oggi al Louvre. E' in questo periodo che Lippi dipinge una tavola con i quattro Dottori della Chiesa, oggi conservata all'Accademia Albertina di Torino. L'opera che faceva parte di un trittico, ora smembrato, Ŕ conservata, dal 1828, alla Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Il dipinto, assieme alle tavole I dottori della Chiesa Gregorio e Girolamo e la Madonna col Bambino in trono e due angeli, costituiva lo sportello laterale sinistro di un trittico ligneo di cui si ignora la sede originaria ma era forse destinato ad un convento di monaci Agostiniani di Firenze. Acquisito nella collezione Mossi di Morano a partire dal XVI secolo venne smembrato probabilmente verso la fine del XVIII secolo.

Quando, nel 1828, l'arcivescovo Vincenzo Maria Mossi don˛ la collezione all'Accademia Albertina di Belle Arti, della cui pinacoteca and˛ a costituire la base, il trittico era giÓ stato separato ed erano presenti solo i due pannelli laterali.

Agostino Ŕ il vescovo di sinistra, in compagnia di sant'Ambrogio, riconoscibile per il flagello. Agostino ha un aspetto giovanile e uno sguardo formidabile, che viene esaltato dalla lieve torsione del capo verso l'osservatore. Divenuto stabile punto di riferimento della cultura fiorentina, Filippo inizia nel 1441 la monumentale Incoronazione della Vergine.

 

 

Filippo Lippi

Filippo di Tommaso Lippi nasce a Firenze nel 1406 da una famiglia modesta, che abita in Oltrarno nella contrada detta Ardiglione presso il convento del Carmine. Rimasto orfano a due anni, Ŕ allevato dalla sorella del padre, Monna Lapaccia, che sei anni dopo lo affida ai frati del Carmine. Il caso vuole che dal 1422, grazie al testamento del ricco mercante Felice Brancacci, la chiesa di Santa Maria del Carmine diventi lo scenario di un evento dirompente per la storia della pittura italiana. Il Brancacci fa costruire per la sua famiglia una cappella la cui decorazione viene affidata nel 1424 a Masolino da Panicale. Questi porta con sÚ nell'impresa il giovane Masaccio (1401-1428), uno dei massimi geni dell'arte del Rinascimento.

Ritroviamo con certezza Fra Filippo a Firenze nel 1437 quando un certo Jacopo di Filippo orafo si fa garante per lui su un anticipo di 40 fiorini per la pittura della Pala dell'altare Barbadori nella chiesa di Santo Spirito (oggi al Louvre). Nello stesso anno viene terminata la cosiddetta Madonna di Tarquinia, eseguita per il cardinale Vitelleschi, arcivescovo di Firenze dal 1435 al 1437, uno dei capolavori di Lippi.

Nel frattempo il Lippi nel 1442 era stato nominato da papa Eugenio IV Rettore e Abate Commendatario a vita della chiesa di San Quirico a Legnaia, presso Firenze, e subito investito del beneficio. Da una nota del 1447 risulta che anche il fratello Giovanni fosse stato addetto alla stessa chiesa. Il beneficio non avrebbe per˛ risolto i continui problemi economici del frate. Ai primi del 1452 comincia per fra Filippo la lunga avventura della decorazione del Coro della Pieve di Santo Stefano a Prato, che lo occuperÓ fino al 1465.

Stanziata per gli affreschi e la vetrata la somma di 1.200 fiorini e ricevuto nel marzo del 1452 il rifiuto del Beato Angelico, il Comune di Prato decide di affidare il prestigioso incarico a fra Filippo, che subito accetta e si reca a Prato. Le committenze medicee, giÓ iniziate col 'San Gerolamo' per Piero il Gottoso e con la Pala per la Cappella del Noviziato in Santa Croce richiesta da Cosimo il Vecchio (1445-1450), si intensificano dopo il 1456-1458 grazie al grande favore incontrato presso Alfonso d'Aragona dalla Pala che Cosimo il Vecchio gli ha mandato in dono (e di cui restano solo due pannelli laterali nel museo di Cleveland).

Nel 1452 si trasferisce a Prato, dove esegue gli affreschi nel coro della Cattedrale e altre opere. Il lungo soggiorno a Prato Ŕ da mettere in relazione con lo scandalo della relazione con la monaca Lucrezia Buti, da cui nasce Filippino. Rientrato a Firenze, Filippo ottiene commissioni di altissimo prestigio, come la NativitÓ per la Cappella dei Magi in palazzo Medici, oggi a Berlino. E sempre su committenza medicea Filippo avvia l'ultima opera nel Duomo di Spoleto dove dipinge gli affreschi del coro. Nel 1466 Filippo Ŕ giÓ al lavoro nel cantiere di Spoleto. L'Opera del Duomo di quella cittÓ lo incarica di affrescare con Storie della Vergine la Tribuna della Cattedrale e giÓ a febbraio del 1466 il pittore riceve denaro per pagare oro e azzurro.

A Spoleto il pittore morirÓ, fra l'8 e il 10 di ottobre del 1469, e sarÓ sepolto nel Duomo.