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CICLo AGOSTINIANo di Marzio Ganassini a Viterbo

Affreschi di Ganassini nel chiostro della chiesa della SS. TrinitÓ: Il Matrimonio di Monica e Patrizio

Il Matrimonio di Monica e Patrizio

 

 

MARZIO GANASSINI

1610

Chiostro della Chiesa della SS. TrinitÓ a Viterbo

 

Il Matrimonio di Monica e Patrizio

 

 

 

L'iscrizione in margine al dipinto riporta: Connubio primum stabili taedaq. iugali Patritio formosa viro se Monica iungit. Al centro della scena c'Ŕ un vescovo in piedi che unisce le mani di Monica, a destra, con quelle di Patrizio, a sinistra. Varie persone assistono all'episodio con curiositÓ e partecipazione. Il matrimonio sembra svolgersi all'interno di una spaziosa camera, dalle architetture nette e robuste, come Ŕ nello stile del Ganassini e del gusto barocco dell'epoca.

L'espressione di Monica Ŕ dolce e colma di fiducia. Ai lati della scena principale si notano due cariatidi, una scelta stilistica che si ripete in ogni scena: a destra in primo piano il pittore ha proposto un uomo robusto e nerboruto che Ŕ intento a pensare e forse a riflettere su quanto sta accadendo.

 

Pi¨ volte Agostino parla dei propri genitori soprattutto nelle Confessioni con accenti accorati e di grande stima per il loro esempio e il loro stimolo educativo. Non sappiamo con esattezza quando Monica si spos˛ ma sappiamo che ebbe almeno tre figli: Agostino, Navigio ed una figlia di cui non si conosce neppure il nome. Patrizio, marito di Monica, pagano, facile all'ira, era anche un uomo buono ed affettuoso; amava teneramente la moglie e si preoccupava per il futuro dei figli. Il matrimonio di Monica non si pu˛ dire sia stato dei pi¨ fortunati: del marito sopport˛ i frequenti scatti d'ira ed i tradimenti.

La regola che si impose fu il silenzio e la pazienza. Entrambi i genitori furono d'accordo, anche se per ragioni diverse, che Agostino perfezionasse gli studi. Il padre pensava all'onore della famiglia ed alla gloria umana, Monica a uno scopo religioso: era convinta che la scienza non solo non Ŕ di ostacolo, ma Ŕ un aiuto per arrivare a Dio. Questa intuizione dei benefici della cultura e questa generositÓ nel mantenere il figlio agli studi ci rivelano un aspetto tra i pi¨ umani e moderni della personalitÓ di Monica. L'educazione cristiana che Monica diede ad Agostino fu continua, profonda ed efficace. L'efficacia non dipese tanto dalla parole quanto dall'esempio della sua vita; una vita di fede viva e di pietÓ profonda.

 

Ispira Signore mio Dio e Dio mio, ispira i tuoi servi, i fratelli miei, i tuoi figli, i padroni miei, che servo col cuore e la voce e gli scritti, affinchÚ quanti leggono queste parole si ricordino davanti al tuo altare di Monica, tua serva e di Patrizio, giÓ suo marito, mediante la cui carne mi introducesti in questa vita, non so come.

AGOSTINO, Confessioni 9, 13, 37

 

Mia madre fu allevata nella modestia e nella sobrietÓ, sottomessa piuttosto da te ai genitori, che dai genitori a te. Giunta in etÓ matura per le nozze, fu consegnata a un marito, che servý come un padrone. Si adoper˛ per guadagnarlo a te, parlandogli di te attraverso le virt¨ di cui la facevi bella e con cui le meritavi il suo affetto rispettoso e ammirato.

AGOSTINO, Confessioni 9, 9, 19