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CICLo AGOSTINIANo di Marzio Ganassini a Viterbo

Affreschi di Ganassini nel chiostro della chiesa della SS. TrinitÓ: Il libro dei Vizi

Il libro dei Vizi e il Diavolo

 

 

MARZIO GANASSINI

1610

Chiostro della Chiesa della SS. TrinitÓ a Viterbo

 

Il libro dei Vizi

 

 

 

L'iscrizione in margine al dipinto riporta: procumbit genibus noxae monefactu ab hoste atque deum veniam votis lachrimisque precatur. La scena vede protagonista Agostino e in lontananza il diavolo: Ganassini riprende qui un'altra leggenda medioevale legata al cosiddetto Libro dei Vizi. Il diavolo, incontrato Agostino, gli aveva mostrato sul libro dei vizi un suo peccato. Agostino cerca subito di rimediare mettendosi a pregare in ginocchio. Ha in mano un libretto della preghiere e indossa il solito saio nero. Tutt'intorno volteggiano diavoletti, che constateranno l'annullamento della mancanza di Agostino sul libro dei Vizi. Agostino ha un aspetto anziano ed una espressione addolorata, che chiede perdono con determinazione. Sullo sfondo si vede l'architettura di una chiesa a cupola.

 

Si legge che un giorno, mentre S. Agostino era ancora in vita, vide passare il demonio con sulle spalle un gran libro e gli domand˛ che cosa ci fosse scritto.

Il demonio rispose che c'erano scritti i peccati di tutti gli uomini, e S. Agostino gli chiese di vedere che cosa ci fosse scritto a carico suo. Cercarono parecchio ed alla fine trovarono che c'era scritto che una volta non aveva recitato compieta.

Pi¨ tardi il demonio, chiuso il libro, se ne and˛ e S. Agostino si rec˛ in chiesa dove con molta devozione recit˛ compieta. Pi¨ tardi il demonio pass˛ di nuovo ed il santo gli chiese di rivedere il libro. Lo sfogliarono tanto, ma trovarono che il peccato ascritto a S. Agostino era stato cancellato.

Il diavolo allora, inquieto, gli disse:

- Tu mi hai bene ingannato e sono tanto dispiacente di averti mostrato il libro dove era scritto un peccato che tu hai cancellato con le tue preghiere.

E se ne and˛ confuso.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea