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CICLo AGOSTINIANo di Wandereisen

Ordinazione sacerdotale di Agostino, stampa seicentesca di Wandereisen pubblicata nel 1631 a Ingolstadt

Ordinazione sacerdotale di Agostino

 

 

WANDEREISEN

1631

Ingolstadt

 

Ordinazione sacerdotale di Agostino

 

 

 

L'iscrizione ricorda: quem populi vox una legit, quem vita probavit, electum nutu, quis neget esse dei ? Nell'angolo sinistro Obbedienza riempie un vaso: dirimpetto Castità sta per reprimere la concupiscenza. Nell'angolo inferiore di sinistra Melchisedec sta di fronte ad Aronne, entrambi con una tiara in capo mentre si apprestano a sacrificare un agnello. La scena principale è semplice e illustra il fatto storico che si svolse nella chiesa di Ippona. Ai piedi dell'altare della Vergine, Valerio, con la mitra in testa, è seduto su una sedia.

Un accolito porta il pastorale: Agostino è spinto in avanti dai fedeli, mentre una giovane donna ha in mano la casula. La colomba dello Spirito Santo vola al di sopra di tutti i presenti.

 

Agostino venne ordinato sacerdote da Valerio nell'391 a Ippona su acclamazione del popolo: Agostino non pensava di diventare sacerdote e, per paura dell'episcopato, scappava anche dalle città nelle quali era necessaria un'elezione. Ma un giorno, essendo stato chiamato ad Ippona da un amico, stava pregando in una chiesa quando un gruppo di persone improvvisamente lo circondarono, lo consolarono ed implorarono Valerio, il vescovo, di elevarlo al sacerdozio; nonostante i suoi timori, Agostino fu ordinato nel 391.

Il novello sacerdote considerò la sua ordinazione come una ragione in più per riprendere la vita religiosa a Tagaste e Valerio la approvò così entusiasticamente che gli mise a disposizione delle proprietà della chiesa, autorizzandolo a fondare un monastero.

 

In quel tempo esercitava l'ufficio di vescovo nella comunità cattolica di Ippona il santo Valerio. Mentre egli un giorno parlava al popolo di Dio circa la scelta e l'ordinazione di un prete e l'esortava in proposito, perché così richiedeva la necessità di alcune persone, che conoscevano la dottrina di Agostino e i suoi propositi, gettategli le mani addosso, lo tennero fermo e, come suole accadere in casi del genere, lo consacrò sacerdote, mentre tutti unanimi in quel proposito chiedevano che così si facesse. Infine la cosa si compì secondo quanto voleva il desiderio del popolo.

POSSIDIO, Gesta Augustini 4, 1