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CICLo AGOSTINIANo di Wandereisen

Agostino guarisce degli storpi accorsi alla sua tomba, stampa seicentesca di Wandereisen pubblicata nel 1631 a Ingolstadt

Agostino guarisce degli storpi accorsi alla sua tomba

 

 

WANDEREISEN

1631

Ingolstadt

 

Agostino guarisce degli storpi accorsi alla sua tomba

 

 

 

La scritta in basso ricorda: Gloria sanctorum deus est. Spuis haeresis ? Ossa en, desperatos mortua restituunt. Il miracolo degli storpi guariti alla tomba di Agostino ritorna pi¨ volte nei cicli agostiniani. Qui Agostino appare come vescovo sopra il suo sarcofago in mezzo a candele. Davanti alla tomba due storpi si trascinano e implorano il santo, un terzo, a destra, indica con la stampella alzata che Ŕ appena stato esaudito. L'allegoria trasuda dalla scena: tutta la parte sinistra lo ricorda con i metodi di guarigione. Il personaggio ricordato Ŕ Ippocrate. In alto un angelo in mezzo alle nuvole tiene un caduceo e fa uscire da un corno ogni genere di oggetto. C'Ŕ un accenno anche alle guarigioni compiute da Cristo.

 

Verso il 912, alcuni uomini gravemente ammalati andavano a Roma dalla Germania e dalla Gallia, - erano pi¨ di quaranta, - per visitare le tombe Apostoli. Alcuni si trascinavano su grucce, altri, completamente paralitici, si facevano portare, altri erano ciechi e camminavano portando i loro compagni servivano di guida.

- Andate a Pavia e domandate dove Ŕ la chiesa di S. Pietro; e lÓ otterrete la grazia che chiedete.

Gli domandarono essi il suo nome ed egli rispose: Ed immediatamente disparve.

Essi, giunti a Pavia, andarono nella chiesa di S. Pietro e quando seppero che lÓ era il corpo di S. Agostino, gridarono:

- Sant'Agostino, aiutateci! I cittadini ed i religiosi accorsero, attratti dalla novitÓ della cosa, ed ecco che per la tensione dei nervi, incomincia a colar del sangue che forma un rivo dalla porta della chiesa al sepolcro del santo, ed i malati che si avvicinarono al sepolcro furono guariti, nŔ rimase in essi traccia d'infermitÓ, di modo che la fama del santo si sparse sempre pi¨ ed una folla di ammalati incominci˛ ad affluire alla chiesa, e chiunque veniva era guarito e lasciava doni in ringraziamento.

La quantitÓ di questi voti fu tale che tutta la cappella di S. Agostino ne fu piena ed allora furono messi nel vestibolo, ma presto anche lý furono tanti che rendevano difficoltoso il passaggio, ed i religiosi furono costretti a farli portare altrove.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea