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CICLo AGOSTINIANo di Miguel de Santiago a QUITO

Agostino appare in visione a Francesco Gonzaga duca di Mantova in pericolo, opera di Miguel de Santiago nel convento agostiniano di Quito

Agostino appare a Francesco Gonzaga duca di Mantova

 

 

MIGUEL DE SANTIAGO

1656

Monastero agostiniano di Quito

 

Agostino appare in visione a Francesco Gonzaga duca di Mantova in pericolo

 

 

 

La tela Ŕ una buona interpretazione dell'incisione di Bolswert, ma Ŕ oppressa da un eccessivo chiaro scuro che drammatizza l'episodio. Il viso del duca Ŕ giovanile e la apparizione di Agostino, a sua volta giovanile, occupa gran parte del cielo. Le lance si staccano su un cielo tormentoso e i cavalli e le corazze assicurano movimenti vivi all'insieme della scena. Agostino tra le nuvole esaudisce la preghiera del duca di Mantova e lo fa trionfare sui nemici invasori. In primo piano il duca Francesco Gonzaga inginocchiato invoca Agostino.

 

L'episodio viene ricordato da alcuni autori medioevali. In particolare si citano:

IOSEPHUS PAMPHILUS, vescovo di Siena, Chronicon Ordinis Eremitarum ad annum 1400

PAULUS LULNIUS BERGOMENSIS (morto nel 1484), Apologia pro ordine nostro, Roma, 1479

 

Questi autori raccontano le gesta militari di Franciscus Gonzaga Mantuae Dux sanctum Augustinum nigra veste zonaque scortea indutum videt cum contra infestos sibi Ligures ad opis eius perfugium bis pervolasset. Agostino appare tra le nuvole tra le preghiere del duca di Mantova e lo fa trionfare sui nemici invasori.

La battaglia a cui si riferisce la memoria storica molto probabilmente Ŕ quella che si svolse per il controllo di Governolo. Questa battaglia che si svolse il 28 agosto 1397 Ŕ uno degli episodi che contrappose la lega dei principi italiani nella guerra contro i Visconti. Francesco Gonzaga, capitano del popolo di Mantova, dopo l'entrata dei Milanesi, condotti da Jacopo Dal Verme, nel serraglio di Mantova, si era rifugiato a Governolo. Qui subý l'assedio delle truppe milanesi di terra, mentre la flottiglia del duca di Milano stazionava nel Po. Carlo Malatesta, alleato dei Gonzaga, era corso nel frattempo a Venezia, Ferrara e Bologna per chiedere aiuto per il Gonzaga. Riuscý a ottenere le truppe di Francesco Novello da Carrara, signore di Padova, mentre Venezia intervenne con sette galee e molte barche, Ferrara mise a disposizione galeoni e Bologna garantý cinquecento lance agli ordini del conte Giovanni da Barbiano. Questa forza d'armi mosse in aiuto di Governolo. Carlo Malatesta, alla testa delle truppe, passato il Po a Bondeno, attacc˛ improvvisamente le modeste truppe del Biancardo e la sconfisse, riuscendo a liberare Governolo. A Governolo giunse anche il duca di Mantova e, data battaglia al Biancardo, lo sbaragli˛. Ferraresi e Mantovani assalirono successivamente le navi dei Milanesi mettendole in rotta. Dopo questi eventi, il grosso dell'esercito di Jacopo Dal Verme, accampato nel serraglio di Mantova, abbandon˛ viveri e bagagli e si diede alla fuga. Caddero cosý nelle mani dei vincitori oltre duemila cavalli e cinquanta navi armate.

Francesco I Gonzaga (Mantova, 1366 - Cavriana, 1407) fu un condottiero italiano e IV capitano di Mantova. Succeduto nel 1382 al padre Ludovico II Gonzaga, per mantenere il potere, dovette spesso oscillare tra la Repubblica di Venezia e la sempre pi¨ potente famiglia dei Visconti di Milano. Nel 1380 spos˛ con Agnese, figlia di Bernab˛ Visconti, che fece tuttavia pubblica decapitare nel 1391 dopo un'accusa, con ogni probabilitÓ fasulla, di adulterio. Nel 1383 ottenne da Venceslao di Lussemburgo la nomina a vicario per sÚ e "per i suoi eredi maschi legittimi e successori" della cittÓ di Mantova.

Nel 1393 Francesco Gonzaga spos˛ in seconde nozze Margherita Malatesta. Nel 1394 ricevette da papa Bonifacio IX il titolo di conte di Gonzaga e in quello stesso anno l'imperatore Venceslao IV, re di Boemia, gli concesse di inquartare lo stemma dei Gonzaga del leone di Boemia. Dopo la morte della moglie nel 1399, intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa.

Ottenne il titolo di marchese da Venceslao nel 1403. Francesco morý nel 1407 nel suo castello di Cavriana e venne sepolto nella chiesa di San Francesco, sepolcreto di famiglia.