Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Stemmi agostiniani

Stemmi agostiniani

Agostino cardioforo, stemma dell'Ordine agostiniano nel 1718

Agostino cardioforo

 

 

STEMMI AGOSTINIANI

1718

Breviario di Venezia

 

Agostino cardioforo

 

 

 

In questa spartana raffigurazione dei simboli agostiniani presi a prestito dallo stemma dell'Ordine, si viene a consolidare agli inizi del '700 la tendenza emersa sul finire del Seicento, di rappresentare il cuore trafitto accompagnato da un libro, che regge il cuore stesso e da una cintura. La cintura Ŕ una novitÓ recente e ricorda un elemento essenziale dell'abito dei monaci oltre a rammentare la profonda devozione per la Vergine, assai cara all'Ordine.

Tutti i simboli sono inseriti dentro uno scudo a sua volta circondato da volute. Il libro Ŕ il simbolo della parola di Dio e della Veritas tanto amata e ricercata da Agostino.

 

Nel libro nono delle Confessioni Agostino si esprime con queste parole: sagittaveras tu cor meum charitate tua, hai ferito il mio cuore - ricorda Agostino - con il tuo amore. Esse esprimono in forma poetica il grande amore che Agostino aveva per Dio. Un amore cosý grande da essere rappresentato simbolicamente con un cuore fiammante trafitto da una freccia. Questo tipo di rappresentazione godrÓ di grandissima fortuna iconografica dal 1600 in poi, tanto da essere un punto fermo nel logo che lo stesso Ordine Agostiniano adotterÓ per il suo Stemma Ufficiale. Il cuore Ŕ l'elemento caratteristico di questo tema iconografico: Agostino lo tiene in mano, talvolta Ŕ attraversato da una freccia, o anche viene offerto al Signore.

 

Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Cosý, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene?

AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3