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L'africa romana: Ippona

Museo di Ippona: maschera in pietra di etÓ romana

Museo di Ippona: maschera in pietra di etÓ romana

 

 

I SOBBORGHI DELLA CITTA'

 

 

 

Ippona si sviluppava anche oltre le mura difensive che costeggiavano l'Armua (Oued-Bejjima) e ai suoi piedi si estendevano due vasti sobborghi dove i Berberi si erano rifugiati dalla fuga della cittÓ. Quello noto come "Sabovien" era diviso fra le abitazioni berbere e le officine romane: qui si trovavano molini per l'olio, delle fucine per la costruzione delle armi e tutte le botteghe per la produzioni degli utensili necessari agli abitanti della cittÓ.

I Berberi avevano a loro disposizione due chiese: quella di San Neogene, che sorgeva sulla piazza Hassan En-Nouri, e quella dei Venti Martiri dedicata a Leontino che si alzava sulla piazza dove si trova oggi il mausoleo di Sidi Brahim Ben Thoumi. Il cimitero si trovava alla stessa altezza del promontorio detto oggi Piazza della Kasba.

Nel 1847 in occasione della costruzione di una moschea furono rinvenute numerose tombe: al loro interno si trovarono monete con l'effigie di Giulio Cesare. Sulla collina Djebel Abed, dai fianchi dell'avallamento fino alla pianura sorgevano ville e case di artigiani romani che si spingevano sul litorale con case coloniche e di campagna.

L'altro sobborgo detto "Flumen Ubus" per la vicinanza della Seybouse, copriva un vasto territorio da Bou-Hamra a KharÚza: lý si erano trasferiti i berberi pi¨ poveri.

Il loro cimitero si trovava oltre la porta sud di Ippona ed Ŕ lý che furono rinvenuti epitaffi in occasione della costruzione della ferrovia Ippona-Mokta nel 1858. Oltre la periferia di Ippona si trovavano nel massiccio dell'Edough le cittÓ di Sublucu (Roumanette), Mitissa (Oued El Aneb), Ad-Plombaria (Oued-Zied), mentre sulla sponda del Mediterraneo sorgevano con i loro piccoli porti Muharur (Sidi Akacha), Zaca (Ras El Hadid), Calucitanis (La Marsa), Paratianae (Guerbez) e Tacatua (Chetta´bi).

A sud di Ippona si trovava una importante cittÓ in epoca numida, Niniba (Bouchegouf), le cui vestigia sono state scoperte solo nel 1971 e che completava una catena di piccole cittÓ, fra cui Thullio (BesbŔs).